Il conto alla rovescia sta per terminare. Dopo aver preso forma, il 27 aprile, con l'approvazione da parte del Parlamento, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sta assumendo finalmente anche sostanza. «La revisione al rialzo delle stime di crescita per l'Italia è legata, oltre ai progressi della campagna vaccinale, soprattutto agli effetti del Pnrr», premette Luigi Dompé, responsabile azionario Italia di Anima.

È il più grande pacchetto di investimenti pubblici mai visto in Italia: 210 miliardi di euro da allocare in sei missioni, dalla digitalizzazione alla transizione verde, dalla mobilità sostenibile, fino all'inclusione sociale e alla sanità. Un'occasione unica anche per i mercati finanziari: sebbene una relazione diretta tra crescita dell'economia e capitalizzazione di borsa non sia facilmente determinabile, alcune stime possono aiutare a formulare un'ipotesi sull'impatto del piano per Piazza Affari. Il Pnrr, prevede il governo italiano, dovrebbe portare nel 2026 a una crescita del 3,6% del pil rispetto allo scenario senza piano, pari a un aumento sui 70 miliardi. Valore in linea con il peso che avranno gli investimenti sulla borsa di Milano: 40 miliardi sono destinati al digital, 60 al green, 25 alle infrastrutture. Totale: attorno al 15% della capitalizzazione di Piazza Affari che supera gli 800 miliardi.

Volendo fare una stima prudenziale, l'impatto sulle quotate potrebbe attestarsi tra i 75 e gli 80 miliardi. E un'ipotesi coerente infine anche con quanto stimato da diversi analisti che vedono a portata di mano un rialzo del 10-15% che porterebbe il Ftse Mib nel medio periodo ad almeno 31 mila punti. Ormai, tutt'altro che un'utopia. «È importante ricordare che la distribuzione degli esborsi non sarà uniforme nel tempo ma sarà più marcata nel periodo iniziale del programma con un impatto sulla crescita atteso significativo, in particolare per il 2022 e 2023», osserva Dompé.

Le variabili per stabilire se queste stime si riveleranno corrette sono ancora molteplici, e solo il tempo (e l'effettiva realizzazione del piano) potranno fornire una risposta. Una cosa però è certa: il mercato sta vivendo una ventata di ottimismo che non si vedeva da anni. «Il mix di politica espansiva, fiducia nel governo Draghi e riforme applicate nei tempi e modi giusti», commenta Paolo Rizzo, gestore del fondo Anthilia Small Cap Italia di Anthilia sgr, «ha un grande impatto sulla borsa: gli investitori esteri tornano sul mercato italiano». Non a caso, la classifica Fida che riunisce tutti i fondi che scommettono su Piazza Affari mostra una performance media da inizio anno del 29,6% (con punte superiori al 60%), che passa al 49,4% a un anno. I risultati migliori sono dei fondi sulle mid e small cap. E proprio le piccole eccellenze del listino (l'indice Euronext Growth Milan, ex Aim, nel 2021 è cresciuto di oltre il 54%) saranno le maggiori beneficiarie dei fondi del Pnrr, visto il loro legame coi grandi trend in cui confluiranno gli investimenti. Ma anche per le big potrebbero presentarsi occasioni. Ecco i nomi su cui scommettono i gestori attivi a Piazza Affari.

A guidare la graduatoria Fida c'è il fondo Atomo Made in Italy, che da gennaio rende più del 64%. Le occasioni «irripetibili per le piccole aziende» offerte dal Pnrr portano Massimo Fuggetta, fondatore di Bayes Investments, advisor del comparto, a segnalare alcune realtà come il fornitore di servizi di marketing digitale Websolute, «comprato in ipo a 1,5 euro nel 2019 per poi aumentare l'esposizione nel tempo» e cresciuto nel 2021 del 180%, la società di system integration Reti e EdiliziaAcrobatica (+250% da gennaio), beneficiaria dell'estensione del superbonus 110%. Anche Antonio Amendola, portfolio manager del Pmi Italia Esg di AcomeA sgr (terzo con un +41,7%) suggerisce di cercare i beneficiari del Pnrr tra le pmi, non dimenticando il fatto che «il 50% dei fondi sarà destinato a digitalizzazione e rivoluzione green».

I titoli? «Fos, Doxee e Vantea Smart per via della consulenza tecnologica e della trasformazione digitale nella cybersecurity», Officina Stellare «per gli investimenti crescenti nel mercato spaziale», Abp Nocivelli in scia «al previsto ammodernamento degli impianti ospedalieri». Lato superbonus, per il gestore il grande vincitore sarà infine «Nusco, società che produce porte e finestre e trarrà vantaggio dal boom dell'edilizia». Paolo Rizzo, partner di Anthilia, il cui fondo Small Cap Italia è quarto in classifica con una performance da gennaio del 40,1%, considera una divisione per settori. «Nella digitalizzazione del settore pubblico il Paese è ancora indietro, ma non ha le competenze per colmare il gap da solo». Dovrà perciò chiedere il supporto di realtà come Reply, Sesa e Esprinet. Nella cybersecurity i potenziali campioni sono Cyberoo e Cy4gate, mentre nella digitalizzazione del sistema sanitario il gestore invita a considerare Gpi. Senza dimenticare il trend delle intelligenze artificiali, «che sarà trainato da Eurotech e Seco». Non solo società di nicchia però: secondo Rizzo «l'aspetto chiave del Pnrr sono le infrastrutture, in cui i campioni sono WeBuild e Salcef (articolo in pagina 9, ndr): quest'ultima in particolare unisce al tema del miglioramento dei trasporti anche quello della sostenibilità».

fch

 

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November 08, 2021 02:19 ET (07:19 GMT)

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